MEGATUBI

 

Megatubi – Sinapsi urbane, flussi invisibili

“Megatubi” è un organismo pittorico. Una collezione fluida e stratificata che mette in scena
la complessità della percezione umana, intrecciando i linguaggi della neostreet art con la
pressione psichica dell’horror vacui, in cui l’essere umano, schiacciato da immagini,
messaggi, architetture e sistemi invisibili, si ritrova a vagare nei labirinti di una realtà che
non ha mai scelto davvero.
L’opera si ispira simbolicamente ai microtubuli, elementi microscopici che regolano il
traffico interno delle cellule nervose, ma che alcuni modelli della fisica quantistica associano
a possibili “ponti” tra la coscienza e una dimensione non-locale, collettiva, non computabile.
È in questi condotti che forse si muovono pensieri che non ci appartengono, memorie che ci
attraversano, convinzioni che ci sono state installate.
Megatubi è un sistema nervoso urbano. Una rete di canali mentali, visivi, energetici,
attraverso cui scorrono flussi di coscienza indotta, desideri imposti, storie preconfezionate.
È il grande tubo dell’epoca contemporanea, dove si viaggia senza sapere perché, inglobati in
un’estetica dell’eccesso, dell’iperstimolo, dell’identità-frammento.
Ma questi tubi, talvolta, si spezzano. Deragliano. Curvano verso dimensioni sconosciute. Ed
è proprio in queste fratture, in queste curve non euclidee, che si insinua il dubbio radicale: e
se non fossimo ciò che ci hanno detto di essere?
E se la nostra presenza sulla Terra non fosse il risultato di un’evoluzione lineare, ma di
un’interferenza esterna proveniente da forme di intelligenza superiori, capaci di impiantare
memorie, strutture, codici?
La pittura di Megatubi non dà risposte. Ma rende visibili i canali.
Invita a vederli: nei muri, nelle città, nei corpi, nel pensiero.
Ogni linea è un vettore. Ogni intreccio, un campo di possibilità.
È un tentativo di liberazione visiva, un atto di resistenza estetica alla standardizzazione del
pensiero e della coscienza.
Una mappa plastica dell’inesplicabile, in cui l’arte torna ad essere portale, tunnel, anomalia.

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